feb 19 2010

Fund raising e politica

imagesCAJ73G64In Italia sono in dirittura d’arrivo le elezioni regionali. Ho scoperto, per caso, un discreto e nostrano esempio di fund e people raising politico. Nel sito web di uno dei tanti candidati, c’è un sottosito intitolato “Cosa puoi fare”.

Riporto il testo che hanno utilizzato.

 “Cosa puoi fare”

Aiutaci a sostenere la candidatura di X Y: anche il più piccolo contributo è prezioso.

Puoi effettuare un bonifico bancario, utilizzando il seguente codice IBAN: IT490003003003223232233

Oppure sostienici attraverso una donazione tramite Conto Corrente Postale 3233433434

Il tuo contributo partecipativo: coinvolgi e convinci. Ecco cosa puoi fare:

•contribuire alla visibilità di questo sito su Internet e sui social network

•scaricare e distribuire materiale elettorale cartaceo

•aprire un comitato elettorale

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feb 15 2010

Centri Commerciali e raccolta fondi

imagesIn Italia, molti centri commerciali sono amministrati come dei condomini. C’è l’assemblea dei proprietari dei singoli esercizi commerciali che governa alcuni aspetti burocratici della vita del centro: dalle pulizie alla vigilanza, dai giorni d’apertura alle manifestazioni di propaganda…ecc.

Nel nostro lavoro è fondamentale osservare, adattando poi al caso concreto. Mi spiego meglio.

Molto fund raising straniero è sicuramente importabile in Italia. L’import va fatto con coscienza e conoscenza del proprio territorio. Purtroppo, troppi tendono a massificare dimenticando che l’Italia è lunga e stretta e territori diversi, cultura ed economia condizionano stili di vita e propensione al dare.

Girando per Praga, ho scoperto che in un grosso centro commerciale l’associazione dei commercianti ha creato un piccolo corner “benefico”. In cambio dell’acquisto di prodotti con il logo del centro, è possibile sostenere un progetto solidale. La gentilissima volontaria, in un ottimo inglese, mi ha spiegato come si sono organizzati. In circa 4 mq2 hanno posizionato: una bacheca, uno schermo lcd, un tavolo con brochure e depliant e un mobile vetrina con gadget esposti (tazze, bicchieri, penne, portapenne, portachiavi, cd). Due volte l’anno organizzano anche una lotteria benefica.

Invece di ospitare tante e diverse associazioni di volontariato, hanno deciso di far raccogliere al “condominio” fondi per progetti che ritengono maggiormente meritevoli. A me è sembrata una buona idea, un’idea diversa, pratica e diretta. All’epoca della mia visita, raccoglievano fondi per AIDA, associazione umanitaria ceca impegnata nell’emergenza terremoto ad Haiti.

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gen 09 2010

Fund raising e musei: una colazione etrusca..

imagesVorrei segnalare una bella iniziativa del Museo MAEC di Cortona in provincia di Arezzo. 

Cos’è il MAEC: è un museo e molto altro..I suoi due piani sotterranei, un tempo adibiti a carceri, ospitano il Museo della Città Etrusca e Romana di Cortona che uniti in un unico percorso al Museo dell’Accademia Etrusca, costituiscono il MAEC (Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona). Il Palazzo ospita anche, al primo piano, la biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca e l’Archivio storico.

Ecco il comunicato stampa:

COLAZIONE AL MUSEO l’originale iniziativa del MAEC per il giorno di capodanno. Un capodanno all’insegna dell’arte e del “bon vivere”.

Dopo il successo riscosso nelle due precedenti edizioni, anche quest’anno il Comitato Tecnico del MAEC (Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona) ripropone l’originale iniziativa “Colazione al Museo”, ideata ed organizzata da Terretrusche. I turisti che visiteranno il museo il 1 gennaio 2010 fra le 10.30 e le 13.00, potranno gustare a scelta una ricca colazione. Non verrà richiesto nessun prezzo aggiuntivo oltre il costo del biglietto (€ 8,00 l’intero e € 4,00 il ridotto) che consente di visitare il MAEC e la mostra “Scrivere con gli Etruschi”.Le prime edizioni del 2008 e 2009, furono una vera e propria scommessa, considerando che sino ad allora il museo era sempre rimasto chiuso nel giorno di capodanno.

Grazie ad una capillare promozione presso tutte le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere del Comune di Cortona, nei due anni sono stati molti gli albergatori e agriturismi che hanno invitato i propri ospiti a visitare il museo il primo dell’anno, offrendo a questi l’opportunità di usufruire del ricco buffet e di passare così una mattinata piacevole ed originale. Nella passata edizione furono circa 400 gli ingressi al MAEC, quasi tutti concentrati nella mattinata. Visto il gradimento dimostrato dai turisti, molti operatori hanno colto l’occasione per proporre per l’imminente festa di capodanno, un pacchetto comprensivo della Colazione al Museo, il che fa presumere nella prossima edizione, una considerevole affluenza di visitatori. Il buffet verrà allestito dal Ristorante Tonino e dalla Pasticceria Vannelli nella splendida cornice della Sala Medicea, posta ai piani nobili dell’edificio, che verrà per l’occasione impreziosita da tappeti e drappi bordò, decorazioni e candelabri color oro. I visitatori potranno degustare le squisitezze comodamente seduti ai tavoli elegantemente imbanditi.

Questo è il “menù” proposto per la giornata dal: triangolini di focaccia farciti, pan brioches al salmone o prosciutto, triangolini di prosciutto e melone d’inverno, fichi mielati al pecorino con pinoli, scaglie di storione marinato all’erbette, prugne al formaggio, datteri ripieni, bigne’ al gianduia, trionfi di meringhe, croissant, il tutto accompagnato dai vini del Consorzio DOC di Cortona.

La novità di quest’anno è la presenza di un maestro barista, Giacomo Vannelli, specializzato in Cappuccini, che delizierà gli ospiti con una vera armonia di cappuccini decorati. Questa iniziativa si ricollega alle politiche promozionali messe in atto dal Maec negli ultimi anni, che vedono l’intensificarsi dei rapporti fra il Museo e gli operatori del territorio. Il successo e il gradimento riscontrato nella prima edizione, stanno a dimostrare come la promozione del museo passa in primo luogo dagli operatori del territorio e, di contro, come il museo costituisca una opportunità turistica per il territorio e un’opportunità economica per gli operatori. Un invito quindi a tutti gli operatori del turismo e del commercio a sostenere il MAEC, che rappresenta per Cortona un’incomparabile risorsa culturale e turistica.”

Ecco una bella iniziativa per richiamare nuovi visitatori, ottenere introiti in un giorno un po’ morto, proporre cibi e vini del territorio, offrire la dimostrazione pratica ai burocrati italiani (dai direttori di musei ai Soprintendenti..),alle aziende, ai cittadini che il museo non è un luogo intoccabile, immobile, chiuso, quasi morto, ma che invece può essere vissuto e utilizzato in molti modi…anche e soprattutto per fare fund raising. In quanti musei italiani si potrebbe intelligentemente copiare l’idea del MAEC?  In tantissimi…purtroppo.

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dic 13 2009

Ospedali e fund raising

imagesA pochi giorni dal lancio di una raccolta fondi per l’acquisto di un presidio sanitario “misterioso” (vedi post precedente), l’ospedale “x” attiva ben altre due raccolte di fondi…visto che è quasi Natale è meglio abbondare.

Quella di maggior nota è una raccolta fondi per le strade cittadine..”dona 2 euro per il cappello di Babbo Natale“. E fino a qui, posso anche capire che copiare le tecniche di altri potrebbe essere la strada più veloce per fare fund raising…ma l’asino deve pur cascare da qualche parte ed ecco i manifesti formato 100 x 70 con la frase: “aiuta i bambini ammalati del nostro ospedale”.. A me è venuto subito in mente il libro “cuore” e la peste di manzoniana memoria..e ho pensato alla povera banconota lontana migliaia di chilometri dal progetto.

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dic 06 2009

Fund raising a Natale..all’attacco!

1Arriva il Natale e siccome siamo tutti più buoni, si scatena la caccia al donatore. Alcune riflessioni personali su casi pratici.

Mi è capitato di leggere un manifesto con la presentazione di una “serata di beneficenza per la raccolta fondi per l’acquisto di un presidio FBG”…la serata è organizzata da un ospedale pubblico. Mi domando, ma che cos’è un FBG? e a che serve un FBG?..invece di “serata di beneficenza”, non si poteva usare “serata benefica o solidale” e spiegare l’importanza e la necessità di acquistare un nuovo macchinario? Un po’ di fund raising endovena andrebbe prescritto in dosi massicce.

Sul web e in piazza: compra “un panettone per la Croce Bianca”…Le associazioni devono chiedere fondi per i loro progetti (Valerio Melandri docet) non per altro. La frase è sbagliata semplicemente perchè negli ingredienti del panettone manca quello principale: il fund raising. Povera banconota legata al progetto. Per l’acquisto, chiedono “offerta libera”…allora andranno bene anche venti centesimi oppure uno scambio in natura: un panettone in cambio di una ciambella o di un sorriso.

Mailing dell’associazione xyz. Frase di attacco sulla busta: “per lei la stella di Natale che aiuta i bambini poveri” con foto in bianco e nero di bimbo con occhio pesto e solite cartoline natalizie come gadget. Il tutto per raccogliere, a detta dell’associazione, meno di 20.000 euro per un loro progetto in un paese del Sud America. E’ fate un mailing? Ho letto tantissimo mailing e conservo centinaia di lettere dal 2002 ma questo, batte tutte. Trasmette un senso di angoscia e di colpa, non di speranza.  La lettera è lunga, con caratteri di scrittura diversi, termini mielosi, con dati e percentuali che non sarà mai possibile confutare (basterebbe citare una fonte istituzionale), di frasi fin troppo classiche: “Marco vorrebbe fare il maestro, Anna la ballerina”…e conclude con un: “ci aiuti a salvare tutti i bambini che vivono in condizioni di povertà”…e vi servono solo 20.000 euro?

Altro mailing dell’Associazione Madonna di xyz..”se porterà al collo, con fiducia, la medaglia che ho il piacere di inviarle, riceverà grazie straordinarie” (una grazia per 20 euro è un vero affare)..e ne hanno coniate ben 2.000.000. Da quello che si legge nella  lettera, sembra più un amuleto portafortuna per il Natale “la indossi subito, è già benedetta”, “le grazie saranno abbondanti per le persone che la useranno con fiducia”.

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nov 01 2009

Il banchetto in piazza

aaaaaSpesso le organizzazioni non profit, per raccogliere fondi, si sistemano con i loro banchetti in strade o piazze affollate di piccole e grandi città. I più attrezzati usano una buona cartellonistica (poster 100×70 su cavalletti), foto, filmati, materiale informativo, gadget, totem pubblicitari, un gazebo e personale (rigorosamente) in divisa e con i tesserini di riconoscimento ben in vista.

Quelli che hanno “studiato” fund raising, ti raccontano chiaramente la loro buona causa. Gli altri si limitano “tecnicamente” a chiedere l’elemosina.

Le associazioni che “scendono in piazza” sono tantissime, ognuno cerca posti nuovi (e anche periodi nuovi) per evitare la “concorrenza”.

Ieri ero a Milano, all’aeroporto, e avevo due ore a disposizione prima del volo, ho fatto check in e sono entrato nell’area imbarchi. Ho dunque cominciato a girare. Ho contato:

  • 6 salvadanai fissi di 3 diverse organizzazioni non profit. (uno ormai nascosto da un gigantesco ficus..)
  • 4 postazioni mobili di società che volevano vendermi di tutto…dalla carta di credito al modem per navigare nel web  
  • 1 salvadanaio accanto alla cassa del bar
  • 2 banchetti di organizzazioni non profit!

Il tutto a distanza di pochi metri l’uno dall’altro..  

Il banco più attrezzato era quello dell’Unicef. 2 metri di tutta la loro migliore produzione..per arrivarci ho dovuto schivare il tizio dell’American Express e quello della Tre. Sembrava di fare lo slalom ed essere nella kasba di Tunisi..compra, compra, compra….ma così chi compra (o dona)?

Troppi, troppo e tutto nello stesso posto.

Magari invece il sistema funziona benissimo e io sono semplicemente male informato.

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ott 11 2009

Banconota e progetto: “La speranza dei Vergini”

vergini2Sono stato a Napoli alla presentazione di un libro: ‘La speranza dei Vergini’ curato dall’associazione di volontariato AUSER NAPOLI CENTRO. Il libro in questione racconta con belle immagini e parole le storie degli anziani del quartiere Vergini di Napoli, gli stessi anziani che l’associazione Auser sostiene da molti anni.

All’inizio dell’anno, con l’Auser abbiamo organizzato un corso di fund raising e si parlò anche della realizzazione di questo libro. Grazie al lavoro di un ottimo presidente (Giuliana Caruso) e di un invidiabile staff di volontari (giovani e “diversamente giovani”), sono riusciti (da soli!) a dar vita ad una pubblicazione di grande spessore.

Un libro bellissimo. Il miglior collegamento tra banconota e progetto. Sfogliano le pagine ti rendi subito conto del lavoro che ogni giorno fanno. Una testimonianza ineccepibile.

Un libro di interviste e fotografie. Protagonisti, gli anziani che vivono nel quartiere Vergini che è una delle zone più belle e degradate di Napoli. L’obiettivo del fotografo padovano Guido Turus ha scavato a fondo nei personaggi, mentre il taccuino del giornalista Rosario Pastore ha registrato i racconti, a volte tristi altre volte sorprendentemente allegri, degli anziani. Ne è scaturita una pubblicazione, un libro che si chiama ‘La speranza dei Vergini’.  Si apre con gli interventi di prestigiosi ospiti, da quello del Cardinale di Napoli Mons. Crescenzio Sepe a quelli del filosofo Fulvio Tessitore, dell’astrofisica Margherita Hack e dell’attore Gino Rivieccio.

Non è possibile compralo ma si può richiedere una copia versando un piccolo contributo. Con il ricavato del libro continueranno a finanziare il loro progetto “filo d’argento” ed il consolidato “servizio pony” per gli anziani.

L’idea e la tecnica vanno sicuramente copiate.  

Auser Napoli Centro, via Vergini n°10 – Napoli 

tel. 081 447164 

www.ausernapolicentro.it 

segreteria@ausernapolicentro.it

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ott 05 2009

Fund raising per la cultura: i musei

museo d'orsayPrendo spunto da un articolo del Corriere della Sera del 3 ottobre 2009, firmato da Pierluigi Panza,  per tornare su un argomento che ho discusso con i partecipanti all’ultimo corso di Alta Formazione in: “Tecniche di raccolta fondi per il non profit e gli enti pubblici” che si sta svolgendo all’Università di Bologna – sede di Forlì.

Fund raising per la cultura: i nostri musei.

“Prestare opere d’arte e ricevere, in cambio, soldi per i restauri. È la ricet­ta che i francesi stanno appli­cando nel campo dei Beni arti­stici con sempre maggiore de­terminazione. Dal 15 dicembre, per un an­no, il Musée d’Orsay di Parigi chiuderà alcuni settori per lavori di ristrutturazione che lo obblighe­ranno al traslo­co di una parte delle sue colle­zioni.  

Ma anziché deposi­tare in un qualche magazzino le opere in esubero, il museo ha deci­so di approfittare di questa circostanza per «far circolare all’estero 220 tele». Tra queste, che viaggeranno in due diverse esposi­zioni, figurano tele di partico­lare valore. Ciascu­na delle due esposizioni orga­nizzate per fare del fundrai­sing girerà in più sedi: Madrid, San Francisco, Canberra, Tokyo.

All’annuncio alcuni critici si sono mostrati perplessi..Ma a far valere le ragioni di questa soluzione ci ha pensato il di­rettore del Musée d’Orsay: «Questi prestiti ci porteranno circa 10 milioni di euro, una somma straordinaria per i tempi che corrono dove il mecenatismo è a reddito ze­ro ». Se si considera che i lavo­ri di restauro costeranno pre­sumibilmente circa 11 milio­ni, si comprende l’importan­za del prestito.  

Quella del museo parigino è un’operazione che potrebbe fare da apripista ad altre ana­loghe.  Secondo Mario Resca, neo­direttore per la valorizzazio­ne del ministero dei Beni culturali italiani, i francesi stanno andando in una dire­zione «certamente interessan­te e, con le dovute cautele, da seguire».  

In Italia movimentiamo circa 12 mila opere all’anno, ma non ricaviamo contropar­tite economiche, bensì restau­ri e scambi. Caso emblema­tico di non valorizzazione, se­condo Resca, è quello che sta per accadere ai Bronzi di Ria­ce. Il Museo di Reggio Cala­bria, dove sono conservati, sta per chiudere molti mesi per lavori. «Non sarebbe un’occasione per portarli in giro nel mondo? Invece no. Le forze locali fanno barricate per trattenerli in un museo che chiude e fattura 100 mila euro all’anno». I bronzi saranno spo­stati per un check up all’Icr (Istituto centrale per il restau­ro di Roma). Poi si vedrà….”

Continuo a sostenere che sarebbe necessario organizzare “viaggi culturali comparativi obbligatori” nelle capitali europee (e non solo) per molti nostri politici ed amministratori pubblici…

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set 05 2009

Banconota legata al progetto. Amen.

imgp07521Uno dei comandamenti del fund raising è sicuramente: “ogni banconota va legata ad un progetto”.

Il nostro lavoro è anche “osservare”…e uno dei miei posti preferiti per osservare il fund raising altrui, sono le chiese: piccole, grandi, con ingresso a pagamento, italiane o straniere. Vi si raccolgono fondi da centinaia di anni, ma incredibilmente le modalità sono quasi sempre le stesse.

Secondo una mia personalissima ricerca, i frati e le suore sono molto meglio organizzati dei singoli preti.  

In una chiesa di Cortona, ho trovato questa efficiente cassetta delle offerte (vedi foto) divisa in tre sezioni.

Dona fondi per:

1.    il giornalino (in distribuzione gratuita e fatto molto bene)

2.   per il riscaldamento della chiesa (chiesa davvero molto grande)

3.   per i poveri

Le cassette delle offerte sono sempre presenti in una chiesa, ma spesso poste accanto ai Santi o alle Madonne. Molte volte sono di colore scuro o peggio, poste in angoli non ben illuminati.Questa era all’ingresso, ben visibile, illuminata e vicino a un tabellone con avvisi, manifesti vari e pubblicità del 5xmille..non potevi non vederla. E’ un po’ lo stesso discorso del salvadanaio per la raccolta fondi.

Ad oggi, nessuno batte però l’ottimo fund raising organizzato per la Cattedrale di Barcelona (sarò blasfemo, ma meriterebbe una visita solo per studiare le tecniche) che raccoglie fondi per il restauro della propria facciata, senza contributi statali.

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lug 27 2009

Fund raising e territorio….per una cena diversa

panoramica20dal20castello20arechi3Il fund raising può contribuire allo sviluppo del territorio? Può incrementare il turismo? Può far scoprire luoghi quasi dimenticati? Certamente si.

Sarò breve.

Un pratico esempio: cena di Gala per raccolta fondi..naturalmente non la classica cena (serve quel famoso “quid”)…non il solito posto…con 200 invitati.

Obiettivo: non spendere quasi nulla e fare un figurone!….impossibile? Non del tutto.

 

Evento realizzato in una città medio grande con 160.000 abitanti, da un’organizzazione di volontariato con 80 soci e circa 200 sostenitori periodici (non associati). Quota media annuale delle donazioni: 50,00 euro.

 

Unità impegnate nell’organizzazione dell’evento: 2…Presidente (pieno di voglia di fare) e fundraiser.

 

Giugno 2009. Castello medievale…Serata di Luna piena riflessa nel mare…(basta controllare prima il calendario per avere una scenografia spettacolare…e gratis).

 

Tempo per l’organizzazione: circa 4 mesi

  • Location: castello medievale con vista mozzafiato sul mare
  • Target invitati: professionisti e soci dell’associazione
  • Ente proprietario: Provincia. Costo per l’utilizzo della location: zero euro
  • Cibo e bevande richieste alle aziende del territorio: pane, pasta, pesce freschissimo (cooperative del mercato del pesce), latticini, ortaggi biologici, olio d’oliva dop, frutta, dolci (fantastiche torte e crostate di frutta) e vini bianchi di grande qualità, ottimo prosecco per l’aperitivo e spumante per brindare alla fine della serata. Costo fornitura dei beni: zero euro
  • Cartoncino di invito alla cena con carta tipo “Amalfi”. Costo: zero euro
  • Materiali richiesti al locale Ente del Turismo: 200 guide turistiche (omaggio per tutti i partecipanti), poster, totem pubblicitari e quanto altro utile ad offrire ai visitatori una panoramica del territorio e la descrizione del castello. Costo beni ricevuti: zero euro
  • Musica..”posteggia napoletana” ovvero una cantante e due musici in giro per i tavoli. Costo: zero euro
  • Costo invito cena per persona: 50,00 euro
  • Costo noleggio tovagliato, camerieri, cuochi e uso cucine, pulizia location, SIAE, vigilanza all’ingresso: 2.000,00 euro
  • Ricavo dai biglietti: 12.000,00 euro (alla fine della serata sono stati raccolti altri fondi donati in maniera spontanea dai partecipanti)

Totale netto raccolto: 10.000,00 euro

 

Oltre ai soldi, sono state raccolte 120 schede di “valutazione” con 25 richieste di adozione a distanza (una delle attività dell’associazione) e 14 richieste per diventare volontario attivo (in altro post descriverò i contatti successivi con questi aspiranti volontari).

Con le schede si sono raccolti nuovi indirizzi email e le autorizzazioni per la privacy che mancavano per far partire il direct mailing.

 

Risultato: tanti soldi raccolti e il rilancio di un sito storico poco frequentato e conosciuto.

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