I boys scout alla carica…raccolta fondi per la nuova tenda

Qualche giorno fa ero in un aeroporto siciliano in attesa del volo per rientrare a casa. Non avevo fatto ancora check in, ma ero seduto al bar e discutevo di lavoro con una collega fundraiser, quando…si avvicinano due giovanissimi boys scout.

Divisa ben stirata, molte spille sul petto, faccina seria….direi sui 10/12 anni al massimo per ciascuno. Si erano divisi i compiti: uno reggeva un cestino con piccoli pacchetti di caramelle (3-4 caramelle per pacco) e l’altro invece aveva il compito di descrivere la buona causa. “Buongiorno, siamo scout e abbiamo bisogno di comprare una nuova tenda per il gruppo, ci potete aiutare?”

Potevamo mai dire di no a due giovanissimi “colleghi” appassionati, un po’ imbarazzati ma sicuramente pieni di buona volontà? Naturalmente no…e abbiamo preso due pacchetti di caramelle.

Ora mi domando, ma i loro responsabili non potevano formarli meglio? Potevano almeno lasciargli un pezzo di carta (pieghevole, volantino, brochure…) con scritto qualcosa sulle loro attività, sul gruppo di provenienza, su cosa sono gli scout, sul perché serve una tenda nuova, oppure potevano affidarli ad un decano..ecc…

Prendo spunto da questo episodio per dire che, a mio parere, investire in formazione o in buoni libri sul fund raising non è mai una cattiva idea. Dare per scontato che tutti conoscano la nostra associazione è un errore che può portare solo cattivi frutti. Il donatore ha sempre diritto a ricevere informazioni corrette e dettagliate.

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