Fundraising: cosa potrebbe accadere nel 2021?

 

Questa è la seconda crisi economica degli ultimi 12 anni e per chi si occupa di fundraising, il futuro è quanto mai incerto ma è necessario guardare al bicchiere mezzo pieno, direi anche pieno.

Cosa ci aspetta per il prossimo anno? Nel lungo periodo la crisi come potrebbe toccare il fundraising?

A mio avviso, cambieranno le strategie, cambieranno le tecniche e gli strumenti, cambieranno da parte dei donatori le priorità nel sostegno delle buone cause. Dovrà anche cambiare la comunicazione, primo cancello per arrivare il fundraising.

La mia domanda è: riusciranno a cambiare le organizzazioni di volontariato? Avranno la forza e il coraggio di adeguarsi al nuovo futuro?

Alcuni scenari:

Scuola e Università. L’emergenza Covid-19 non ha certo migliorato la situazione. I genitori continueranno a dover “per forza” sostenere gli istituti primari e secondari frequentati dai figli attraverso donazioni. Le scuole continueranno a non voler fare fundraising limitandosi a “chiedere” forzatamente contributi sotto forma di donazioni. Se nel passato le scelte fossero state diverse, oggi ci sarebbero sicuramente molte più associazioni di ex alunni in grado di sostenere scuole o anche università. Il panorama europeo è, purtroppo, molto diverso da quello italiano.

Aumenteranno nelle università gli uffici “fundraising”? Vedremo mai più associazioni di ex alunni?  Me lo auguro.

 

Aziende e grandi donatori . Se le aziende chiudono e in molte lo stanno facendo, si perderanno molti donatori e partner. Mai come nel prossimo futuro, le organizzazioni non profit dovranno utilizzare i fondi raccolti in maniera efficiente ed efficace massimizzando le risorse a disposizione. Secondo molti analisti, le grandi aziende diventeranno sempre più grandi perché oggi solo queste hanno più liquidità a disposizione e un migliore accesso ai finanziamenti rispetto alle piccole imprese. Negli Stati Uniti d’America si ipotizza la chiusura di 140.000 tra piccole e medie aziende.

Il settore immobiliare commerciale, la vendita al dettaglio, le compagnie aeree, l’ospitalità, lo spettacolo e altre industrie avranno problemi per gli anni a venire e sopravviveranno solo attraverso il consolidamento, l’innovazione e nuovi approcci al mercato. Il fundraising dovrà adeguarsi.

 

Il fundraising classico. Le raccolte di fondi hanno successo quando stabiliscono relazioni con i donatori. Una delle tecniche migliori per incontrare aspiranti donatori è sempre stata il face to face ma la pandemia ci sta facendo ripensare anche questo strumento a vantaggio del telemarketing e dell’on line. Tutte le organizzazioni, specialmente quelle piccole, dovranno adeguarsi. Saranno capaci di farlo?

La parola “investimenti” non è mai stata nelle corde della maggior parte del Terzo Settore italiano ma oggi è arrivato il momento di cambiare e di guardare in maniera diversa al fundraising e al fare volontariato.