Fundraising per la politica: il donatore come investitore

 

Quando parliamo di fundraising per la politica, il donatore è un investitore. Investe sul futuro che vorrebbe, sul futuro che sogna e che spera di concretizzare proprio votando il partito x o il candidato y e sostenendolo economicamente.

Il sostegno non può esserci solo sotto le elezioni ma deve esserci durante l’intero anno. Ecco perché credo fortemente nel concetto di membership, assente spesso nel nostro Paese anche nel Terzo Settore.

“L’investimento” al cittadino-elettore va però proposto con le tecniche giuste, nei tempi giusti e dalle persone giuste ed è per questo che il nostro investitore va ringraziato, informato, fidelizzato e non abbandonato dopo la donazione.  L’investitore-donatore non è un limone da spremere. Non è un limone da dimenticare nel piatto.

Nel fundraising la parola “improvvisazione” è bandita. Nella raccolta fondi invece è presente e spesso in prima linea: “cosa ci vuole a raccogliere soldi?” “mica ci vuole una laurea per organizzare una cena” “ho sempre raccolto soldi per la mia campagna elettorale”,..quante volte ho sentito queste frasi.

Nel fundraising per la politica bisogna invece pianificare, studiare a tavolino il proprio target, informare e quindi fidelizzare i donatori.

Fundraising per la politica vuol dire coltivare il proprio donatore-elettore, farlo crescere insieme all’organizzazione politica e averlo al proprio fianco per molto tempo.