Il 23 gennaio si è tenuto a Firenze il consueto seminario post-elettorale organizzato da SISE Società Italiana di Studi Elettorali. Il tema scelto è stato “Le elezioni regionali 2025 tra partecipazione, leadership locali e dinamiche nazionali”.
L’evento si è svolto nelle aule del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Firenze ed è iniziato con una tavola rotonda su “Elezioni regionali e la democrazia italiana”.
Le elezioni regionali sono sicuramente collegate alle elezioni nazionali. Cosa ha contato nelle vittorie: reputazione e visibilità dei candidati alle presidenze. Cosa va evidenziato di negativo: scarsa partecipazione dei votanti, i giovani sono assenti dal panorama politico (tranne che in Toscana).
Le Regioni hanno una notevole autonomia operativa, specialmente in alcuni settori, per esempio la sanità, eppure la scarsa partecipazione dei cittadini al voto dimostra che temi importanti per la vita di ognuno, non sono un motivo valido per premiare o punire un candidato.
Ottenere dati sulle elezioni non è facile. Ancora di più per le elezioni locali. Fondi raccolti e spesi per le campagne elettorali, provenienza donazioni, etica nella scelta dei donatori. Questa difficoltà è stata nel passato segnalata anche da Transparency International Italia.
Il voto di opinione conta sempre meno nelle elezioni locali. Tende a prevalere il voto organizzato intorno a poche persone. La scelta, in fortissimo ritardo, dei candidati alle presidenze, penalizza i candidati meno conosciuti.
Sicuramente il fundraising ha un suo ruolo nelle elezioni ed è una componente legata a fiducia, reputazione, visibilità e tempo a disposizione prima del voto.
Le elezioni hanno un costo, specialmente quando i tempi per le campagne elettorali sono brevi. Tv, radio, internet, consulenze e molto altro. Servono molti soldi e velocemente. Pochi fondi arrivano ai candidati dalle sedi nazionali dei partiti. Il resto dei fondi i candidati devono trovarli da soli. Questa raccolta fondi “fai da te”, può rivelarsi una passeggiata ad occhi chiusi su un campo minato. Chi sono i “sostenitori” della politica? Perché donano, perché vogliono restare nell’anonimato? Quanto davvero hanno donato?
Quanti candidati alle presidenze hanno attivato sistemi per raccogliere fondi? Quanti hanno comunicato in tempo reale (si vedano, per esempio, cosa accade per le elezioni negli Stati Uniti d’America) entrate ed uscite? Quanti i nomi dei loro sostenitori? Purtroppo i dati parlano da soli e i dati non si trovano. Come spesso non si trovano nemmeno i siti web dei candidati.
Il crollo dei votanti è drammatico (nelle Marche ha votato 1 cittadino su 4 aventi diritto). Le nuove generazioni non vanno a votare. Le ricerche dicono che non votano perché non sono abbastanza informati sulla politica, non credono al meccanismo di voto, non si sentono rappresentati.
Come riportare al voto gli elettori? Come convincere i prossimi aventi diritto al voto ad andare a votare? Sicuramente investendo in trasparenza, reputazione, fiducia, cultura della partecipazione, assunzione di responsabilità.
Il fundraising per la politica è un investimento. Dono perché sostengo un programma politico e scelgo così il mio futuro.