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corso di formazione in fund raising – BeAfundraiser https://www.beafundraiser.it Moderato da Raffaele Picilli | Blog per chi si occupa di fundraising. Mon, 15 Jul 2019 04:33:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.6 https://www.beafundraiser.it/wp-content/uploads/2016/06/cropped-be_fav-32x32.png corso di formazione in fund raising – BeAfundraiser https://www.beafundraiser.it 32 32 Politica, volontariato e fundraising: le domande senza risposta sono ancora tante.. https://www.beafundraiser.it/2015/04/20/politica-volontariato-e-fundraising-le-domande-senza-risposta-sono-ancora-tante/ Mon, 20 Apr 2015 06:14:52 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1988 Tra un anno e mezzo sarà completamente abolito il finanziamento diretto ai partiti, sostituito da donazioni private e dalle donazioni del “2 per mille” nelle dichiarazioni dei redditi. Questo dovrebbe spingere i partiti e la politica a parlare con i cittadini non tanto di donazioni o di sporadiche raccolte di fondi, ma di fundraising. Sta […]]]>

changeTra un anno e mezzo sarà completamente abolito il finanziamento diretto ai partiti, sostituito da donazioni private e dalle donazioni del “2 per mille” nelle dichiarazioni dei redditi. Questo dovrebbe spingere i partiti e la politica a parlare con i cittadini non tanto di donazioni o di sporadiche raccolte di fondi, ma di fundraising. Sta succedendo? Assolutamente no. I dati del “2 per 1000” parlano chiaro. Una minuscola percentuale di contribuenti ha dato il proprio 2 per 1000 ad un partito politico.
Le ultime ricerche dicono che oltre il 70% dei cittadini italiani non vuole il ritorno al finanziamento pubblico dei partiti. Quindi, la politica deve trovare il modo di farsi finanziare in maniera trasparente ed etica. Il fundraising è molto di più di una raccolta di fondi, è un legame che nasce tra donatore e progetto, tra sostenitore e buona causa. E’ un legame che si basa sulla trasparenza, sulla rendicontazione, sulla fidelizzazione del donatore. Lo sanno bene le organizzazioni nonprofit, lo ignora la politica.
Non esiste un solo tipo di fundraising. C’è quello per la sanità, quello per gli enti pubblici, quello per la cultura…le tecniche sono simili ma cambiano i contesti e la sensibilità dei donatori. Il fundraising per la politica è, oggi, un terreno minato. In tanti guardano al fundraising d’oltreoceano (mi occupo da anni di ricerche comparative sul fundraising e anche io metto mano in quei territori) ma tra Europa e Stati Uniti ci sono anni luce di distanza. Cambia la cultura, il modo di vivere le donazioni, la sensibilità, la passione politica, le regole…Gli americani parlano del “mio deputato” e a lui si rivolgono quando hanno delle necessità, noi a stento conosciamo il nome del primo ministro.
Perché oggi il cittadino dovrebbe sostenere economicamente un partito con una donazione? La risposta dovrebbero darla i partiti che, invece, non lo fanno.
Mancano in Italia ancora codici di autoregolamentazione delle donazioni che invece dovevano nascere insieme all’abolizione del finanziamento dei partiti e mancano soprattutto codici etici. Mi direte che ci sono regole per le donazioni ai partiti. Bene, vi rispondo che non ci sono regole per le donazioni alle fondazioni dei partiti….(oltre 120 in Italia).
Le donazioni devono essere anonime o meno? Dipende dalle regole che ci vogliamo dare. Guardiamo alle esperienze straniere e cerchiamo di capire cosa conviene fare e cosa meno. Evitiamo, però, di copiare passivamente il lavoro altrui. Studiamo sistemi e metodi e adattiamoli al nostro Paese.
Altro quesito che pare non interessare a nessuno: da chi posso accettare donazioni e da chi non posso? Chi vende armi può finanziare un partito e un partito può prendere fondi da chi vende armi o da chi rappresenta potenti corporazioni? Basta forse far certificare un bilancio di un partito per rassicurare i donatori? No.

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#fundraising, patrimonio culturale e la parola gratis https://www.beafundraiser.it/2015/04/13/fundraising-patrimonio-culturale-e-la-parola-gratis/ https://www.beafundraiser.it/2015/04/13/fundraising-patrimonio-culturale-e-la-parola-gratis/#comments Mon, 13 Apr 2015 06:03:52 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1982 Gratis per tutti e per sempre. Questa è la promessa del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. Facebook non vive di aria ma dietro il gratis iniziale c’è una precisa strategia di marketing che ha consentito al colosso americano di essere quotato anche in borsa. Qualcuno ha proposto che il Patrimonio culturale italiano sia aperto gratis […]]]>

gratisGratis per tutti e per sempre. Questa è la promessa del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. Facebook non vive di aria ma dietro il gratis iniziale c’è una precisa strategia di marketing che ha consentito al colosso americano di essere quotato anche in borsa. Qualcuno ha proposto che il Patrimonio culturale italiano sia aperto gratis per tutti. Il concetto di gratuità, a mio avviso, va trattato con grande attenzione perché spesso, quando qualcosa è gratis, non si apprezza a pieno. Naturalmente, esiste differenza tra gratis e dono. Nel nostro caso, il gratis è legato, per esempio, all’ingresso in un museo, alla visita di una mostra o di un palazzo storico senza richiesta di biglietto di ingresso. Ma quanto ricava dai biglietti di ingresso un museo? Quanto ricava dai servizi connessi? E dal fundraising? E’ possibile eliminare il pagamento dell’ingresso potenziando altri introiti? Forse si. Il fundraising, a mio avviso, può rappresentare una buona soluzione.

Grazie alle donazioni di privati, aziende e fondazioni, un museo può ricevere somme di denaro a copertura parziale delle proprie uscite. Questo dipenderà da molti fattori ma complessivamente i benefici possono esserci.
Purtroppo, nel nostro Paese, il fundraising per il patrimonio culturale è quasi inutilizzato. Manca in primis una visione ampia del senso della gestione del patrimonio accompagnata ad una diversa cultura della gestione dei beni. I benefici fiscali per le donazioni potrebbero essere migliorati e semplificati (sicuramente gli adempimenti dell’attuale Art bonus non sono semplicissimi) e, a mio avviso, sostenere il restauro di opere d’arte con parte dei proventi del gioco ( lotto, gratta e vinci…ecc) non renderà il gioco meno pericoloso, meno patologico e più “etico”. Il solo pensare che la tombola dovrà salvare il patrimonio culturale italiano, nasce da una mancata educazione verso la tutela della nostra Storia. Non può essere l’azzardo la molla per salvare Pompei….o forse si?

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#Fundraising per la cultura: il patrimonio che non vediamo https://www.beafundraiser.it/2015/04/06/fundraising-per-la-cultura-il-patrimonio-che-non-vediamo/ Mon, 06 Apr 2015 06:25:20 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1978 In Italia non dobbiamo cercare il patrimonio culturale, dobbiamo essere capaci solo di farlo vivere. Quanti Paesi nel mondo hanno a disposizione quello che abbiamo noi? Basterebbe leggere la classifica dei dieci musei più visitati nel mondo per rendersi che, a stento, l’Italia compare una sola volta e lo stesso si potrebbe fare leggendo la […]]]>

CHAINS_2876308bIn Italia non dobbiamo cercare il patrimonio culturale, dobbiamo essere capaci solo di farlo vivere. Quanti Paesi nel mondo hanno a disposizione quello che abbiamo noi? Basterebbe leggere la classifica dei dieci musei più visitati nel mondo per rendersi che, a stento, l’Italia compare una sola volta e lo stesso si potrebbe fare leggendo la classifica dei primi trenta musei del mondo rispetto al numero di visitatori. Ci sono all’estero musei con opere d’arte di non altissimo livello che riescono ad attrarre più visitatori di un museo italiano che conserva opere inestimabili di Leonardo e Michelangelo. Perché?

In molti paesi europei, nelle Pubbliche Amministrazioni, innovazione, conoscenza, sviluppo, fundraising, marketing, e messa a reddito non sono concetti inesistenti, anzi, sono parte integrante del buon uso del Patrimonio culturale. Questo non vuol dire che la cultura deve essere ridotta a un supermercato ma a “sistema” per diffondere il sapere e ricavarne fondi, visibilità e posti di lavoro.

Programmare nel tempo azioni ed eventi non è semplice ma diventa necessario quando devi attrarre sostenitori e sponsor. Ogni piano di valorizzazione culturale dovrebbe avere almeno quattro obiettivi: generare concorrenza, generare senso di appartenenza ad una Comunità (vado al museo non solo per vedere le opere d’arte), generare energie nuove e posti di lavoro (investendo specialmente sui giovani) e generare utili economici (“senza soldi non si canta messa”). Queste azioni devono essere pensate con un’ampia visione del futuro e quindi programmate su più anni..utopico? Non lo so, ma ci sono altre soluzioni per conservare il Colosseo, Pompei e i Bronzi di Riace?

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#Fundraising per la politica n° 72 : investimento parola chiave https://www.beafundraiser.it/2015/03/30/fundraising-per-la-politica-n-72-investimento-parola-chiave/ Mon, 30 Mar 2015 06:14:52 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1974 Investire. Da Wikipedia: in economia per investimento si intende l’attività finanziaria di un soggetto detto investitore atta all’incremento di beni capitali e l’acquisizione o creazione di nuove risorse da usare nel processo produttivo al fine ultimo di ottenere un maggior profitto futuro o incrementare la propria soddisfazione personale. Durante una campagna elettorale americana, i consulenti […]]]>

immagine blog auguriInvestire. Da Wikipedia: in economia per investimento si intende l’attività finanziaria di un soggetto detto investitore atta all’incremento di beni capitali e l’acquisizione o creazione di nuove risorse da usare nel processo produttivo al fine ultimo di ottenere un maggior profitto futuro o incrementare la propria soddisfazione personale.
Durante una campagna elettorale americana, i consulenti consigliano ai candidati o ai partiti di media grandezza, di investe il 15% del budget per sondaggi e ben il 65% per azioni di fundraising e comunicazione. E’ in Italia? In Italia non si investe nemmeno nei consulenti.

Buona Pasqua a tutti!

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#Fundraising e patrimonio culturale: il salto ad ostacoli https://www.beafundraiser.it/2015/03/23/fundraising-e-patrimonio-culturale-il-salto-ad-ostacoli/ Mon, 23 Mar 2015 06:46:48 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1971 In Italia è arrivato il momento di guardare al patrimonio culturale in maniera differente. Non basta chiudere la cultura all’interno di quattro pareti e limitarsi a spolverare o aprire le sale la mattina per chiuderle il pomeriggio. Va necessariamente trovata una modalità diversa per mettere a reddito la nostra Storia, l’Arte, gli spazi, i panorami, […]]]>

DSCN2049In Italia è arrivato il momento di guardare al patrimonio culturale in maniera differente. Non basta chiudere la cultura all’interno di quattro pareti e limitarsi a spolverare o aprire le sale la mattina per chiuderle il pomeriggio. Va necessariamente trovata una modalità diversa per mettere a reddito la nostra Storia, l’Arte, gli spazi, i panorami, le pietre scolpite e anche l’erba o l’acqua.
Il nostro Paese è una grande fabbrica di di cultura. Abbiamo oggetti unici al mondo, in grado di produrre interessi di altissimo livello. Eppure, ci limitiamo a pensare a questi luoghi solo come a vetrine, spesso li usiamo poco e qualche volta ci prendiamo anche il lusso di tenerli chiusi durante le feste comandate: non c’è personale, non si possono pagare gli straordinari…e mi viene in mente Pompei.
Gli ostacoli sono molti ma tutti superabili. E’ solo questione di volontà.
Il primo ostacolo è rappresentato dalla cultura dell’investimento. Secondo Patrizia Asproni, noto esperto in Beni Culturali e presidente di fondazioni e associazioni impegnate nella cultura: “Lo Stato non potrà avere mai abbastanza soldi per tutelare e valorizzare tutto il nostro patrimonio. Neanche se investissimo in cultura quanto fanno la Francia e la Germania. Si deve lavorare con i privati” (settimanale Sette, n°49 del 5.12.2014).
Il secondo ostacolo è rappresentato dalla mancanza di formazione. Marketing, fundraising, progettualità, merchandising, ricerca, innovazione, investimento…sono parole lontane dalle nostre opere d’arte. Sempre secondo l’Asproni, riguardo alle figure dei soprintendenti: “sono convinta che abbiano un ruolo fondamentale, ma troppo spesso vedono come un’ingerenza fastidiosa il solo affacciarsi dei privati su un bene pubblico”.
Il terzo ostacolo è legato alla mancanza di piani di lavoro realmente operativi. Questo accade perché manca una visione ampia di insieme. Un museo non è solo opere d’arte. E’ molto, molto di più.
Il quarto ostacolo è rappresentato da leggi non al passo con i tempi. Defiscalizzare le donazioni al 100% potrebbe essere una soluzione per aumentare le donazioni. A oggi, se la ricerca scientifica riceve l’80% delle donazioni, la tutela del patrimonio resta al 2%. L’Art bonus, oggi, agevola solo il settore pubblico…e i privati?
Prendo dal Redattore Sociale un esempio utile per capire il paradosso delle donazioni nel nostro Paese: “se ho la fortuna di avere diecimila euro e voglio fare una donazione, il fisco si comporterà con me in modo diverso a seconda della mia scelta: se li regalo ad una mensa dei poveri o a chi fa assistenza ai malati terminali avrò un bonus fiscale di 2.6000 euro, se li verso nelle casse del mio partito mi verrà concesso uno sconto fiscale di 2.600 euro, e se infine scelgo di donarli per il restauro di un monumento pubblico avrò dallo Stato (bontà sua) un credito d’imposta di 6.500 euro, anche se divisi in tre rate annuali. Morale della favola: no, le donazioni non sono tutte uguali. E, come sempre, quelle al non profit sono meno uguali di tutte le altre”.

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#Fundraising per la politica n°71: si riparte con la Ricerca https://www.beafundraiser.it/2015/03/16/fundraising-per-la-politica-n71-si-riparte-con-la-ricerca/ Mon, 16 Mar 2015 07:06:06 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1968 Al Centro Studi sul Nonprofit è iniziato il lavoro per la stesura della prossima edizione della “ricerca comparativa sul fundraising per la politica: Italia, Stati Uniti d’America e Regno Unito”. Questa sarà la terza edizione dopo quelle del 2010 e del 2013. Il lavoro comprenderà anche il monitoraggio delle tecniche di fundraising utilizzate per raccogliere […]]]>

mappamondoAl Centro Studi sul Nonprofit è iniziato il lavoro per la stesura della prossima edizione della “ricerca comparativa sul fundraising per la politica: Italia, Stati Uniti d’America e Regno Unito”. Questa sarà la terza edizione dopo quelle del 2010 e del 2013. Il lavoro comprenderà anche il monitoraggio delle tecniche di fundraising utilizzate per raccogliere fondi in vista delle prossime elezioni Regionali di maggio.
Questa volta la ricerca avrà un respiro molto più ampio, perché vogliamo arrivare ad avere un quadro sinottico del fundraising per la politica utilizzato nel resto del mondo. Vogliamo cercare di capire quali sono le scelte politiche alla base delle diverse normative in materia di fundraising e people raising per la politica.
Grazie all’aiuto di alcuni colleghi stranieri, il materiale comincia ad arrivare. E’ stato interessante scoprire che nel 60% dei Paesi è vietato sostenere con donazioni i partiti politici: Albania, Argentina, Belgio…e altri; nel 20% dei Paesi invece è vietato, per le corporazioni, sostenere i partiti, mente nel 27% Paesi è vietato, alle aziende che abbiano contratti con la P.A., sostenere i partiti e movimenti politici (Argentina, Estonia, Francia…).
E’ stato interessante scoprire che nel 60% degli Stati sono permesse le donazioni anonime: Svizzera, San Marino, Perù, Norvegia e molti altri…
Negli Stati Uniti sono vietate le donazioni in contanti superiori ai 100 dollari ed anche le donazioni in nome di terzi. Nella Federazione Russa non è possibile, per alcune categorie, sostenere la politica: organizzazioni di volontariato, organizzazioni religiose, organizzazioni militari, organizzazioni statali e internazionali.
Se in Italia prendessimo il meglio delle esperienze altrui, potremo avere un sistema di finanziamento privato a prova di imbrogli.

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Fundraising: il Presidente e il Consiglio Direttivo sono la testa del pesce. Seconda parte https://www.beafundraiser.it/2015/03/09/fundraising-il-presidente-e-il-consiglio-direttivo-sono-la-testa-del-pesce-seconda-parte/ Mon, 09 Mar 2015 07:03:50 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1964 Poco tempo fa ho inserito un post sui Consigli Direttivi. Lo trovate qui http://www.beafundraiser.it/fundraising-il-presidente-e-il-consiglio-direttivo-sono-la-testa-del-pesce.html Ecco la seconda parte. Potrebbe essere utile cercare nuovi Consiglieri tra i volontari di lungo corso o tra gli esterni all’associazione. Servono persone in grado di portare valore aggiunto all’organizzazione. Professionisti che con il loro know how siano in grado di […]]]>

pirsocPoco tempo fa ho inserito un post sui Consigli Direttivi. Lo trovate qui http://www.beafundraiser.it/fundraising-il-presidente-e-il-consiglio-direttivo-sono-la-testa-del-pesce.html
Ecco la seconda parte.

Potrebbe essere utile cercare nuovi Consiglieri tra i volontari di lungo corso o tra gli esterni all’associazione. Servono persone in grado di portare valore aggiunto all’organizzazione. Professionisti che con il loro know how siano in grado di migliorare l’operatività di un Consiglio Direttivo.
C’è poi un’altra faccia della medaglia: i componenti di un Consiglio e lo stesso Presidente non dovrebbero far parte della governance a vita. Senza ricambio, le idee e il modus operandi saranno sempre gli stessi. Certo, accade spesso che non ci siano sostituti a farsi avanti e allora conviene delegare e rinnovare gli incarichi (e non le cariche) più spesso.
Concludo, con qualche suggerimento pratico:
• All’interno di un Consiglio Direttivo i componenti devono agire tenendo a mente la mission e i valori dell’organizzazione
• Non devono esserci conflitti di interesse tra i Componenti e l’organizzazione
• Non bisogna restare bloccati su “ciò che abbiamo sempre fatto”. L’associazione deve anche rinnovarsi e ben vengano le nuove idee se sono realizzabili
• Bisogna cercare di ascoltare tutti, anche chi ha una visione opposta della gestione dell’organizzazione.
• Discutere, discutere anche in maniera appassionata ma alla fine decidere
• La puntualità è fondamentale quando si organizzano le riunioni.

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#Fundraising: il Presidente e il Consiglio Direttivo sono la testa del pesce https://www.beafundraiser.it/2015/03/02/fundraising-il-presidente-e-il-consiglio-direttivo-sono-la-testa-del-pesce/ Mon, 02 Mar 2015 07:16:14 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1957 “Congratulazioni, sei stato eletto nel Consiglio Direttivo dell’associazione!” “Grazie, mi fa piacere, ma ricordati che non ho tempo per venire alle riunioni”. Questo scambio di battute è reale e purtroppo molto frequente. Gestire un’organizzazione di volontariato può essere semplice o davvero molto complesso. Dipende da diversi fattori: tipo di organizzazione, mission, progetti, settore di lavoro, […]]]>

43419262Congratulazioni, sei stato eletto nel Consiglio Direttivo dell’associazione!” “Grazie, mi fa piacere, ma ricordati che non ho tempo per venire alle riunioni”. Questo scambio di battute è reale e purtroppo molto frequente.
Gestire un’organizzazione di volontariato può essere semplice o davvero molto complesso. Dipende da diversi fattori: tipo di organizzazione, mission, progetti, settore di lavoro, zona geografica, dipendenti, volontari e governance. Vorrei fermarmi sull’ultimo punto che, a mio avviso, è quello più importante. E’ la base su cui viene costruito tutto.
Il Consiglio Direttivo e il Presidente rappresentano la spina dorsale di un’organizzazione nonprofit. Da loro dipendono le scelte che condizioneranno, nel bene e nel male, la vita associativa.
E’ semplice far parte di un Consiglio Direttivo? Dipende. Può essere un gioco o invece una missione molto seria che implica tempo, passione, formazione, coraggio, partecipazione, capacità di investire e programmare. E questo vale ancora di più per il Presidente. Più l’organizzazione mira in alto e più sono richieste capacita imprenditoriali. Se mancano, vanno acquisite.
Accade spesso che i consiglieri siano scelti o perché “persone in vista” all’interno della comunità di riferimento dell’associazione o peggio, perché persone che hanno solo tempo a disposizione perché fuori dal mercato del lavoro. Questo non basta. Oggi sono necessarie persone con capacità professionali in grado di apportare benefici all’associazione. Persone in grado di creare e supportare una rete di conoscenze fondamentali per il fundraising e il people raising. Persone che abbiamo tempo di qualità da dedicare all’associazione.
Il Consiglio Direttivo e il Presidente devono essere in prima linea nelle attività di pubbliche relazioni, fundraising e people raising. Devono essergli chiari tutti i principi alla base della ricerca di fondi e di volontari. E’ proprio il Consiglio Direttivo che può e deve creare la rete di contatti che poi saranno passati a chi si occupa di raccolta fondi. Devono spendere la loro credibilità a favore dell’organizzazione. Un consigliere che non partecipa alla vita dell’associazione è un consigliere inutile.

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EUConsult Italia: quasi pronta a partire! https://www.beafundraiser.it/2015/02/23/1950/ Mon, 23 Feb 2015 06:34:44 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1950 A Roma, alla fine dello scorso anno, durante il Nonprofit Leadership Forum, è stata presentata l’associazione europea di consulenti del Terzo Settore EUConsult – The European Association of Consultants to and about Not-For-Profit Organisation – con sede ad Amsterdam. A conclusione dell’incontro sono state illustrate le linee guida per la nascita della consorella italiana EUConsult […]]]>

CatturaA Roma, alla fine dello scorso anno, durante il Nonprofit Leadership Forum, è stata presentata l’associazione europea di consulenti del Terzo Settore EUConsult – The European Association of Consultants to and about Not-For-Profit Organisation – con sede ad Amsterdam. A conclusione dell’incontro sono state illustrate le linee guida per la nascita della consorella italiana EUConsult Italia, la nuova organizzazione di settore che vuole rappresentare e riunire i consulenti di alto profilo che lavorano all’interno del Terzo Settore italiano.
Oggi siamo finalmente vicini a tagliare il nastro di partenza! Il nuovo statuto dovrà essere approvato dal Board europeo e una volta avuto l’ok, potremo iniziare questa nuova avventura! Grazie al supporto della web agency 3d0, il sito e i social sono pronti, così come la brochure e il regolamento di gestione dell’associazione.

Un po’ di storia su EUConsult Europa
EUConsult è stata fondata venti anni fa da un gruppo di consulenti senior di varie discipline, provenienti da diversi paesi europei e ha come scopo la promozione, lo sviluppo e la qualità del settore NonProfit europeo e dei relativi servizi di consulenza professionale (www.euconsult.org). L’organizzazione mette a disposizione dei propri associati molti servizi. Tra questi, due workshop annuali con relatori di alto livello che si svolgono a rotazione nelle capitali dei paesi dai quali provengono i vari associati e offrono aggiornamenti sulle problematiche del Terzo Settore e un servizio permanente di mentoring per il confronto e il reciproco scambio di idee e metodi. I soci di EUconsult dovranno aderire al Codice Etico dell’organizzazione che rappresenta il documento comportamentale sul quale si basa tutta l’attività relazionale dell’associazione e dei suoi membri.
EUConsult Italia avrà sede a Roma e sarà rappresentata da un Presidente, un Consiglio Direttivo e un Comitato Scientifico. In tutte le regioni ci saranno dei referenti.

Gli obiettivi dell’associazione saranno:
• Una selezione accurata dei soci che dovranno dimostrare almeno cinque anni di attività professionale
• Lo sviluppo professionale attraverso la formazione dei soci
• Fornire opportunità di networking e collaborazione a livello nazionale ed europeo
• Incontri annuali tematici (in Italia e in Europa) su innovazione, marketing e sviluppo del Terzo Settore
• L’incremento delle competenze professionali grazie ad un servizio personalizzato di mentoring
• Lo sviluppo del business per aiutare le aziende dei soci a crescere e a fare rete
• Elevare gli standard professionali dei soci utilizzando il codice di condotta etica
• Creare partnership con altre associazioni di categoria per rafforzare le reti relazionali

STAY TUNED!!

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Libere riflessioni sul #fundraising: le tante strade delle donazioni https://www.beafundraiser.it/2015/02/16/libere-riflessioni-sul-fundraising-le-tante-strade-delle-donazioni/ Mon, 16 Feb 2015 07:52:03 +0000 http://www.beafundraiser.it/?p=1947 Qualche breve riflessione sulle donazioni…frutto di un lungo, lungo, lungo viaggio in treno. Doniamo perché ci sentiamo ispirati, perché crediamo nel lavoro di un’organizzazione, perché vogliamo cambiare in meglio qualcosa o vogliamo dare il buon esempio. Doniamo per senso di colpa. Doniamo forse anche per disperazione, perché se i soldi non ce li mettiamo noi, […]]]>

thumb_600Qualche breve riflessione sulle donazioni…frutto di un lungo, lungo, lungo viaggio in treno.
Doniamo perché ci sentiamo ispirati, perché crediamo nel lavoro di un’organizzazione, perché vogliamo cambiare in meglio qualcosa o vogliamo dare il buon esempio. Doniamo per senso di colpa. Doniamo forse anche per disperazione, perché se i soldi non ce li mettiamo noi, le Istituzioni resteranno a guardare i problemi senza risolverli. Ogni dono è importante, ogni dono può essere fondamentale per realizzare un progetto…l’importante è donare.
Per donare servono soldi? No. Donare non deve costare necessariamente soldi. Ci sono tante altre cose che si possono donare: tempo, attenzione, oggetti, saperi, conforto. La saggezza, per esempio, può essere un regalo. La conversazione può essere un regalo. L’ascolto può essere un dono ancora più raro. Tutto ciò che potrebbe essere significativo per qualcun altro, può essere un dono.
Donare fa bene: le persone che donano il loro tempo per aiutare gli altri mostrano una maggiore autostima, meno segni di depressione e sono meno stressati. Fare volontariato innesca il rilascio di ossitocina nel sangue che riduce i livelli di ansia e induce sensazioni di calore, euforia e connessione con gli altri.
Il dono è contenuto nel dare: certe volte basta il gesto, non l’ammontare della cifra.
La generosità ispira generosità. Ho visto, in tanti anni di attività, che l’effetto a catena delle donazioni è enorme ed è per questo che la comunicazione nel fundraising è importantissima. Se non mi chiedi aiuto, non te lo potrò dare.
Il dono ci offre la possibilità di essere parte di qualcosa di più grande di noi. Da soli si fa davvero poco, ma insieme, si possono spostare le montagne (o quasi..)!

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