lug 31 2009

Un po’ di fund raising anche in vacanza. Buone ferie!

Raffaele Picilli @ 10:31

images4L’anno scorso a Lipari, insieme a dei buoni amici, abbiamo organizzato una raccolta di cibo per i cani di un rifugio privato.

E’ successo per caso.

All’ingresso di un supermercato al centro dell’isola c’era una scatola di cartone con tanto di cartello “donate cibo per i cani del rifugio x”. Si poteva fare qualcosa…e allora ci demmo da fare.

 

Mancavo da Lipari da molti anni, ma la musica non è cambiata da tanti punti di vista…traffico caotico, servizi ai turisti al minimo, endemica mancanza di acqua, pontile imbarchi da Terzo Mondo…e tanti randagi.

L’ultima volta, io e il mio amico Mimmo ci portammo a casa un nero gatto lipariota, Chicco. Lo trovammo magro come una lisca, dopo sette giorni di succulenti pranzi e cene con noi…il buon Mimmo decise di adottarlo ed è rimasto con lui per molti anni.

 

Lipari: una splendida isola, piena di turisti, popolata da cani e gatti randagi, spesso malati e denutriti, nel silenzio e nell’incuria completa delle Istituzioni preposte (ho anche scritto al Sindaco e agli Assessori diverse email…ma attendo risposta da oltre 300 giorni..). Non parliamo dell’ASL…

 

E così, quello che si può fare, lo fanno i cittadini volenterosi…e qualche turista.

 

Ma è così difficile organizzare servizi istituzionali? Così difficile trovare i fondi per organizzare i servizi minimi che i Comuni devono, per legge, assicurare? Così complicata una campagna di sterilizzazione?

La risposta non può essere “mancano i soldi”.

Manca la volontà di fare e specialmente quella di informarsi per capire se ci sono strade alternative per la ricerca di beni e di quattrini.

Da questo punto di vista, il fund raising culturale o quello sanitario, sono quasi all’anno zero in Italia e in alcune zone, purtroppo, sotto zero.    

Bisognerebbe raccontare ai cani per cechi, a quelli per ricerca persone scomparse, a quelli antidroga, a quelli antibombe, a quelli da valanga, a quelli del salvataggio in acqua, a quelli che tutti i giorni sono accanto all’uomo e sono pronti a dare la vita per lui…cosa siamo capaci di fare, o peggio, cosa siamo capaci di non fare. 

 

Auguro a tutti serene vacanze.

 

Raffaele PICILLI

 

p.s. su Lipari leggetevi un po’ di notizie..

 

Associazione “Eolo a 4 zampe” – via Francesco Crispi 73/74 – 98055 – Lipari (ME) – Isole Eolie

http://www.eoloa4zampe.com/

 

http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=859

http://www.amicicani.com/index.php?oper=newsleggi&id=932

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lug 27 2009

Fund raising e territorio….per una cena diversa

panoramica20dal20castello20arechi3Il fund raising può contribuire allo sviluppo del territorio? Può incrementare il turismo? Può far scoprire luoghi quasi dimenticati? Certamente si.

Sarò breve.

Un pratico esempio: cena di Gala per raccolta fondi..naturalmente non la classica cena (serve quel famoso “quid”)…non il solito posto…con 200 invitati.

Obiettivo: non spendere quasi nulla e fare un figurone!….impossibile? Non del tutto.

 

Evento realizzato in una città medio grande con 160.000 abitanti, da un’organizzazione di volontariato con 80 soci e circa 200 sostenitori periodici (non associati). Quota media annuale delle donazioni: 50,00 euro.

 

Unità impegnate nell’organizzazione dell’evento: 2…Presidente (pieno di voglia di fare) e fundraiser.

 

Giugno 2009. Castello medievale…Serata di Luna piena riflessa nel mare…(basta controllare prima il calendario per avere una scenografia spettacolare…e gratis).

 

Tempo per l’organizzazione: circa 4 mesi

  • Location: castello medievale con vista mozzafiato sul mare
  • Target invitati: professionisti e soci dell’associazione
  • Ente proprietario: Provincia. Costo per l’utilizzo della location: zero euro
  • Cibo e bevande richieste alle aziende del territorio: pane, pasta, pesce freschissimo (cooperative del mercato del pesce), latticini, ortaggi biologici, olio d’oliva dop, frutta, dolci (fantastiche torte e crostate di frutta) e vini bianchi di grande qualità, ottimo prosecco per l’aperitivo e spumante per brindare alla fine della serata. Costo fornitura dei beni: zero euro
  • Cartoncino di invito alla cena con carta tipo “Amalfi”. Costo: zero euro
  • Materiali richiesti al locale Ente del Turismo: 200 guide turistiche (omaggio per tutti i partecipanti), poster, totem pubblicitari e quanto altro utile ad offrire ai visitatori una panoramica del territorio e la descrizione del castello. Costo beni ricevuti: zero euro
  • Musica..”posteggia napoletana” ovvero una cantante e due musici in giro per i tavoli. Costo: zero euro
  • Costo invito cena per persona: 50,00 euro
  • Costo noleggio tovagliato, camerieri, cuochi e uso cucine, pulizia location, SIAE, vigilanza all’ingresso: 2.000,00 euro
  • Ricavo dai biglietti: 12.000,00 euro (alla fine della serata sono stati raccolti altri fondi donati in maniera spontanea dai partecipanti)

Totale netto raccolto: 10.000,00 euro

 

Oltre ai soldi, sono state raccolte 120 schede di “valutazione” con 25 richieste di adozione a distanza (una delle attività dell’associazione) e 14 richieste per diventare volontario attivo (in altro post descriverò i contatti successivi con questi aspiranti volontari).

Con le schede si sono raccolti nuovi indirizzi email e le autorizzazioni per la privacy che mancavano per far partire il direct mailing.

 

Risultato: tanti soldi raccolti e il rilancio di un sito storico poco frequentato e conosciuto.

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lug 18 2009

Rapporti con le imprese e fac-simile di contratto di collaborazione professionale per un fundraiser

imagesIeri fa Nadia mi ha scritto quest’email:

“sono Nadia , Fund Raiser JR (2 anni di esperienza in cooperative e piccole associazioni) socia Assif, ho seguito con grande interesse la tua testimonianza al Festival del Fund Raising di quest’anno e ti devo ringraziare per le ottime informazioni e le valide dritte su come iniziare l’attività di Fund Raiser professionista.

Dopo il Festival sono tornata a casa con tanto entusiasmo e ho messo da parte ogni dubbio sul fatto di aprire o meno partita IVA come FR, e il 2 maggio l’ho fatto! Ho seguito le tue indicazioni su come farmi conoscere: passaparola, mailing, siti internet … Da questa attività promozionale della mia figura di FR ne è uscita una proposta di collaborazione di una fondazione.

Contemporaneamente ho altre proposte in attesa di conferma, di associazioni con finalità completamente diverse tra loro ma tutte più o meno sullo stesso territorio.

Quello che ti vorrei chiedere, vista la tua disponibilità ed esperienza di FR con la valigia, come si fa a non entrare in conflitto di interessi, nel caso in cui presenti i progetti nelle aziende?

Cioè le aziende non si “insospettiranno” nel vedermi con più progetti di diverse organizzazioni?

Sicuramente farò una selezione delle aziende, ma non è che ce ne siano un’infinità!

Un altra questione è il contratto da proporre all’organizzazione, sai dove posso trovarne un fac simile da mostrare al mio commercialista?

Ti ringrazio per l’attenzione dedicatami e per lo stimolo che mi hai dato in quell’occasione.

In bocca al lupo per tutto. Buon week end. Nadia”

 

Risposta:

Cara Nadia,

una bozza di contratto, che ho personalmente elaborato negli anni, te l’ho inviata via email. E’ una mia bozza che utilizzo per regolare i rapporti di lavoro. E’ molto semplice ed è basata su un’ obbligazione di mezzi e non di risultato. Non so quanto possa andare bene..(fino ad oggi ha funzionato), l’ideale sarebbe confrontarsi anche con qualche altro collega. Potresti chiedere ad Assif, visto che sei socia.

Per la seconda domanda, all’azienda “x” presenta uno o due progetti dell’associazione “y”…non credo che sia il caso di mettere sul tavolo carte da gioco di semi diversi, ovvero di diverse organizzazioni. Troppa confusione.. E comunque, rapportati sempre al caso concreto, al contesto, alla mission dell’associazione e alla buona causa.  

In bocca al lupo per il tuo lavoro!!

Permettimi un consiglio…lavora lo stretto necessario….e impara a memoria quella meravigliosa poesia di J.L.Borges che è “istanti”…serve..

 

A presto collega!

 

Raffaele

 

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lug 11 2009

Il cliente che non vorrei mai (parte seconda)

Il cliente che non vorrei mai:

 

  1. vuole fare il democratico ma alla fine è solo il “padre padrone” dell’associazione
  2. (legata al punto precedente) e quindi non capisce perché i volontari “fuggono” dall’associazione e le attività di fund raising diventano di difficile realizzazione
  3. pretende risultati, quando non ha risorse umane per gestire le raccolte di fondi
  4. dulcis in fundo, non ha la capacità di gestire le proprie risorse umane, ma crede lo stesso di essere un buon manager solidale..
  5. non vuole dedicare troppo tempo alla raccolta di fondi…e allora è meglio che eviti di sprecare soldi per un consulente
  6. crede di poter pagare la parcella in natura (che ci starebbe anche bene…ma a tutto c’è un limite…)
  7. dice di non aver soldi. La professionalità si paga, anche se qualche volta le cose non vanno purtroppo come si vorrebbe (ma io dico: se l’avvocato ti perde la causa, non lo paghi?)
  8. non paga o paga con molto ritardo (superando anche i tempi degli Enti Pubblici)…per la gioia degli avvocati..
  9. vuole fare il furbo e pensa che il consulente sia un fesso…alla fine ci vuole poco a smascherare un ruba galline..
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lug 04 2009

Il cliente che non vorrei mai (parte prima..)

Il cliente che non vorrei mai….:

 

  1. non conosce il fund raising, ma se ne dichiara esperto  
  2. pensa che il fund raising sia unicamente raccolta di denaro
  3. vuole tutto e subito…più che un fundraiser dovrebbe cercare un mago (..e gli  illusionisti non mancano nel settore…)
  4. pensa che io abbia nel freezer sponsor che devono essere solo scongelati per essere cucinati. Ho un frigorifero del 1965 che ha solo una modesta ghiacciaia..
  5. al primo incontro è convinto che i fundraiser lavorino a percentuale. Io no.
  6. vuole immediatamente una previsione rispetto ai possibili risultati…qualcosa si può anche calcolare…ma per una previsione certa al 100%, posso consigliare l’acquisto di una sfera di cristallo oppure una telefonata ad un sensitivo esperto in Non Profit
  7. ha una piccola associazione ma pensa di essere a capo di una multinazionale del Non Profit
  8. non ritiene importante migliorare l’immagine esterna dell’associazione
  9. non ha strumenti per un’efficace comunicazione esterna, eppure, vuole avviare da subito raccolte di fondi grandiose..
  10. decide con te un programma di lavoro dettagliato e poi fa di testa sua senza nemmeno avvertirti
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