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#Fundraising per la #politica n°85: fundraising, raccolta fondi ed etica

t_21e88661[immagini.4ever.eu] campo di grano, tramonto, nuvole, scia di condensazione 161359Nel 1896, Mark Hanna, uno dei primi consulenti politici americani, disse: “ci sono due cose che sono importanti in politica: la prima è il denaro e la seconda non riesco mai a ricordarla“. Questa è una visione davvero molto estremizzata che non ha, per fortuna, parentele con il fundraising.
I soldi sono utili per una buona campagna elettorale e sono necessari per il funzionamento dell’apparato amministrativo di un partito ma questo non basta. Non gira tutto intorno ad una moneta. Quella si chiama compravendita di voti.
Sostegno” vuol dire partecipazione attiva ed è proprio la piccola somma donata dal cittadino-elettore a fare la differenza. L’importo non è fondamentale ma lo è il gesto. Non si tratta di elemosina o carità ma di adesione convinta ad un progetto politico o ad un programma elettorale.
Ricevere una donazione prima delle elezioni è come ricevere una promessa. Il donatore ci avverte che forse ci voterà. Per ora ci sta dando fiducia con una donazione (piccola o grande, non importa). Attende di vedere come ci comporteremo con lui (lo ringrazieremo? lo renderemo partecipe delle nostre scelte? lo incontreremo?) per poi decidere se confermare la sua fiducia con il voto.
Naturalmente, non si conclude tutto con il voto, quello è solo l’inizio di un rapporto tra due soggetti. Questa è l’essenza del fundraising.
A mio parere, inoltre, il denaro dei donatori può consentire di “controllare” meglio la politica, rendendola più trasparente, etica, solidale e vicina ai cittadini.  Per questi motivi si deve fare fundraising e non raccogliere fondi.

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