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Fundraising: quale progetto scelgo? Il rebus dell’aeroporto

Area partenze dell’aeroporto Internazionale di Bruxelles.

Di solito, all’interno degli aeroporti si trovano salvadanai che fungono da “svuota tasche”: stai per partire, hai valuta straniera, sai che non la spenderai e quindi la inserisci in un salvadanaio. Non è proprio fundraising ma è comunque un modo per raccogliere fondi.

L’immagine dimostra che è un tipo di raccolta che vale la pena di fare, anche se con molti sé e altrettanti ma.

A Bruxelles, per la prima volta, quattro organizzazioni sono state messe a confronto e tutte in concorrenza diretta tra loro.

A chi darò le mie monete?  Quale criterio seguirò?

Ecco come il donatore potrebbe essersi regolato:

  1. Dono ad Unicef perché la conosco. L’organizzazione è presente in moltissimi paesi del mondo ed è quindi facile che un viaggiatore la conosca e poi, ci sono le immagini dei bambini che fanno sempre breccia (sull’uso etico delle immagini si potrebbero aprire discussioni infinite);
  2. Dono alla Croce Rossa Belga. La Croce Rossa è in campo dal 1864 e nel continente europeo è associazione nota. Va detto che con molta probabilità, andranno perse le donazioni di quei paesi, specialmente islamici o non cattolici, che non hanno la croce rossa ma la mezza luna rossa;
  3. Dono al WWF. Anche il WWF è presente in molti paesi del mondo ma il tema natura/animali, evidentemente, convince meno di vaccini ed emergenze sanitarie
  4. Sostengo un’associazione che si occupa di tutela dell’infanzia ma chi sono? Quanti conoscono quest’associazione? Quanti in patria e quanti all’estero? L’ultimo posto è abbastanza scontato.

Cosa convince il donatore? Reputazione, buona causa, immagini, mission, notorietà dell’associazione? Oppure dono per emulazione e metto le monete dove le hanno già messe gli altri?

 

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