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I limiti del profit per la cultura, tra cimitero e profitto

È un fatto noto e ampiamente consolidato: un bene pubblico può essere dato in concessione per scopi commerciali e finalità di profitto. Il meccanismo è semplice: il concessionario corrisponde un canone o una tariffa e, in cambio, ottiene la gestione temporanea di un bene collettivo. Si pensi ai bookshop, alle caffetterie o ai ristoranti all’interno dei complessi museali.

Si tratta di una prassi ordinaria, diffusa in Italia così come all’estero. Rappresenta una strategia intelligente e virtuosa per reperire risorse economiche fresche, arricchire l’offerta di servizi per i visitatori e ridare vita a spazi altrimenti sottoutilizzati o silenziosi.

Ma cosa succede quando il bene pubblico in questione è, a tutti gli effetti, un luogo di sepoltura? È lecito spingere la monetizzazione del patrimonio fino alle soglie di un cimitero?

Un esempio emblematico è AURA INVALIDES, l’esperienza immersiva allestita nel cuore del Dôme des Invalides a Parigi. Si tratta di una maestosa creazione multimediale che fonde composizioni orchestrali, video mapping e giochi di luce d’avanguardia.

Al costo di 28 euro, i visitatori possono assistere a un imponente show di luci e suoni proiettato direttamente sopra la tomba di Napoleone Bonaparte, la cripta dell’Aiglon (Napoleone II), i sepolcri dei fratelli Giuseppe e Girolamo, oltre alle tombe di illustri generali e marescialli di Francia come Foch, Lyautey, Bertrand e Duroc e al mausoleo di Vauban.

I defunti, certo, sono passati alla storia e non hanno voce per protestare contro le ore di spettacolo e le sonorità, decisamente poco sacrali , che risuonano sopra i loro monumenti.

Tuttavia, la questione rimane aperta: il rispetto dovuto a un luogo di sepoltura e di memoria storica deve costituire un limite invalicabile per le attività commerciali, specialmente se orientate al puro profitto?

In Francia, le uniche perplessità sollevate attorno all’installazione si sono concentrate su cavilli e aspetti puramente tecnici. Per il resto, la critica ha promosso l’evento a pieni voti, lodando l’alta qualità visiva e la potenza delle musiche.

Un successo di pubblico e di incassi indiscutibile. Peccato solo non poter chiedere un parere al diretto interessato: Napoleone.

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