#Fundraising per i #musei 11: amaro viaggio nelle casse dei musei più visitati in Italia

Il MIBAC ha pubblicato la top 30 dei musei più visitati d’Italia. Qualche novità e qualche conferma: gli scavi di Pompei sono ancora al primo posto per numero di presenze e quelli di Ercolano hanno sorpassato le Cappelle Medicee di Firenze, ma la Reggia di Caserta ha perso 100 mila visitatori in un anno. Stando ai dati pubblicati dal Ministero per i Beni culturali, nel 2013, soltanto il Colosseo ha richiamato più turisti degli scavi di Pompei.

Pompei, Il sito archeologico noto ormai più per i crolli che per i suoi tesori ha incrementato il numero di visitatori (150 mila in più rispetto all’anno precedente), assicurando agli scavi un incasso lordo di venti milioni e 330 mila euro (oltre un milione in più rispetto al 2012). Al terzo posto, gli Uffizi con un milione  e 800 mila visitatori e un incasso di oltre 9 milioni.

Reggia di Caserta: il complesso è passato dai 531 mila visitatori del 2012 alle 439 mila presenze del 2013, registrando un incasso di un milione e 759 mila euro. In 17 anni, stando ai dati del MIBAC,  la Reggia per numero di visitatori è passata dal terzo al decimo posto: si è passati da 1 milione e 25 mila visitatori del 1995 ai 400 mila di quest’anno.  Secondo i ben informati, i turisti, al capolavoro vanvitelliano preferiscono il vicino outlet…(i prezzi sono davvero buoni, specialmente durante i saldi).

Il Museo archeologico nazionale di Napoli si è confermato quindicesimo in classifica. Gli scavi di Ercolano sono saliti dal 17esimo al 14esimo posto grazie all’arrivo di 327 mila turisti (40 mila in più in un anno) e a un incasso di un milione e 680 mila euro. Il complesso archeologico di Paestum è passato dal 26esimo al 24esimo posto della classifica del MIBAC.

E ora una serie di domande: quanti di questi complessi utilizzano sponsorizzazioni e quanti il fundraising? Quanti cercano di mettere a reddito i loro spazi per recuperare fondi? Quanti utilizzano i volontari a supporto delle attività museali? Quanti invece raccolgono monetine pensando di fare fundraising? Quanti sono fermi agli anni settanta nell’offerta di servizi?

La sola speranza per i musei di proprietà del MIBAC (ma anche per quelli di proprietà di altre P.A.) è una gestione pubblico privata. Servono imprenditori illuminati, non custodi.

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