mag 24 2009

Un libro pieno di idee per…“dare di più”

 

Tempo fa mi è stato regalato (da un signore che la sa lunga sul fund raising..) un libro interessante, ricco di idee e di esempi pratici per la raccolta di fondi e di beni. “Dare di più. Come ciascuno di noi può cambiare il mondo” di Bill Clinton, edizioni Mondadori.

Non è un libro che parla di politica, di pubblica amministrazione, di welfare o di gossip. E’ una raccolta di storie di persone che nella loro vita hanno deciso di “dare di più”.

La foto sulla copertina è quella di un bimbo: Basil, un orfano cambogiano nato sieropositivo. La madre era morta quando lui aveva appena un mese e i medici lo avevano affidato a New Hope for Cambodian Children, un’organizzazione che si occupa di orfani malati di HIV e di altri bambini.

 

Ho utilizzato il libro come strumento di lavoro, in due modi. Mi è stato utile per organizzare particolari raccolte di fondi ma anche per dare vita ad un corso di formazione di una giornata.

 

Concludo con una dichiarazione di Clinton: “Ho scritto questo libro per incoraggiarvi a dare tutto quello che potete, perché ognuno di noi può donare qualcosa. E c’è così tanto da fare, nel nostro quartiere e all’altro capo del mondo. Non è mai troppo presto o troppo tardi per iniziare. Incontrerete persone di ogni età e di ogni cultura. Leggerete di organizzazioni innovative, di modalità per donare tempo e denaro nate negli ultimi anni oppure con una storia di molti decenni. Troverete persone con le quali vi identificherete, gruppi nei quali potreste aver voglia di entrare, aziende i cui prodotti potreste decidere di comprare e progetti che potreste pensare di avviare nella vostra città. È impossibile citare tutti gli individui e le organizzazioni che operano seriamente nel mondo. Ce ne sono a milioni. Spero però che le storie che ho scelto di raccontare riescano a persuadervi che ognuno ha le capacità e il dovere di dare.”clip_image002

Da comprare!

 

Raffaele PICILLI

 

p.s.: naturalmente Bill mi riconosce una percentuale sulle vendite…

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mag 16 2009

Analisi comparativa del mailing in Italia dall’anno 2002 all’anno 2006

fotoHo sempre sottolineato la necessità di investire in ricerca, specialmente nel fund raising.

Nel marzo del 2007, con la collega Laura Bonomi, abbiamo realizzato la prima (e credo unica) ricerca comparativa sul mailing in Italia. La rendo pubblica per la prima volta. Mi scuso in anticipo per eventuali errori o omissioni.

 

 

  • Anni presi in esame: 2002, 2003, 2004, 2005, 2006
  • Analizzate 142 lettere per richiesta fondi 
  • Mittenti: 45 differenti associazioni di volontariato italiane e straniere, laiche e religiose
  • Destinatario: lettere indirizzate ad una stessa persona – sesso femminile – pensionata
  • Tipo di richiesta: iscrizione, adesione, rinnovo, sollecito, appello urgente

 

Elenco delle principali associazioni:

 

  • Archè, Associazione di volontariato ONLUS
  • AIRC, Associazione Italiana per la ricerca sul cancro
  • VIS – Volontariato internazionale per lo sviluppo, ONG
  • Comitato italiano per l’UNICEF Onlus
  • CESVI, ONG
  • Medici senza frontiere ONLUS
  • Amnesty International, sezione Italiana-ONLUS
  • FISM-Fondazione Italiana Sclerosi Multipla
  • VIDAS -assistenza completa e gratuita agli inguaribili di cancro
  • AMREF
  • OSF-Opera San Francesco-fondazione
  • Istituto Serafico Assisi per sordomuti e ciechi
  • Comunità di Sant’Egidio
  • Fondazione Sacra Famiglia ONLUS
  • Associazione Missioni Don Bosco ONLUS
  • L’albero della vita, progetti d’amore per i bambini.
  • SOS Italia, Associazione Villaggio dei bambini ONLUS
  • Associazione Italia Uganda ONLUS -Solidarietà per la pace
  • CBM-Missioni cristiane per i ciechi nel mondo
  • Greenpeace
  • FISM- Fondazione Italiana Sclerosi Multipla
  • Fondazione Terre des hommes Italia ONLUS
  • Save the Children Italia ONLUS

 

Un vero lavoraccio….. Allego un breve estratto della ricerca.

 

L’arco di tempo preso in considerazione (2002-2006) consente di poter tracciare un’analisi dell’evoluzione e dei cambiamenti che lo strumento del mailing ha subito, contestualmente alle organizzazioni prese in considerazione.

 

Ciò che si è potuto notare è una crescente attenzione grafica: mentre le lettere di donazione del 2002/2003 erano molto povere in termini di elaborazione grafica, quelle del periodo successivo mostrano una maggiore consapevolezza del differente impatto che un medesimo messaggio può avere a seconda di come esso sia graficamente presentato.

 

Gli indirizzi del destinatario sono sempre molto precisi (anche nell’aggiornamento dei nuovi Cap).

I mittenti si rivolgono ai destinatari personalizzando sempre l’inizio della lettera: Cara Signora Rossi, Gentile Sig.ra Rossi…Cara Maria…

Si notano, nel dettaglio, l’utilizzo della differenziazione del carattere, l’uso della sottolineatura, la modifica del colore e del tipo di carta da lettera.

Si evidenzia inoltre, un impiego maggiore delle immagini, anche qui frutto di una comprensione di quanto le foto possano venire in aiuto nel comunicare un messaggio, un valore o una richiesta. Alcuni utilizzano foto molto “crude”. 

Solo il 20% utilizza testimonial noti al grande pubblico.

L’80% delle lettere è firmata dai Presidenti delle associazioni. La firma autografa è posta di pugno dal Presidente (si utilizza sempre lo scanner per il trasferimento).

Il 65% pone molta cura nei disegni e nelle frasi poste sulla busta.

Il 60% preferisce usare buste con sfondo bianco.

 

In riferimento a elementi a latere del messaggio scritto, bisogna evidenziare come col passare degli anni, siano aumentati i materiali allegati alla lettera di donazione, quali pieghevoli, accessori utilizzati per rinforzare il messaggio che si cerca di far capire ( ad esempio il braccialetto per misurare il grado di malnutrizione dei bambini, il cartone quale simbolo delle condizioni di alloggio in cui versano molte persone svantaggiate…), i doni (biglietti di auguri natalizi, disegni dei bambini…), piccoli calendari tascabili.

Solo nel 90% delle lettere è presente il bollettino per inviare denaro (tutti precompilati con i dati del donatore).

 

Per quanto riguarda il contenuto verbale delle lettere di donazione, non è facile tracciare un percorso univoco per tutte le organizzazioni. Per questo si è preferito fare, ove possibile, un’analisi comparativa puntuale delle lettere disponibili per ciascuna organizzazione.

A livello molto generale, si può rilevare che le organizzazioni, ora più che in passato, utilizzano tecniche come la descrizione di un caso concreto, le domande retoriche, le testimonianze, la tecnica partecipativa (utilizzo del noi, dei verbi al plurale…) atte a coinvolgere e a volte, a scioccare il destinatario della lettera di donazione e spingerlo a riflettere sulla problematica affrontata e aderire, prima alla causa e ai valori, e quindi materializzare tale comunanza di vedute con una donazione.

Il 60% delle associazioni danno del “tu” al sostenitore periodico.

Il 70% delle associazioni utilizzano frasi per far sentire il donatore “parte del progetto”.

 

Stilisticamente e linguisticamente, si può notare il crescente utilizzo di un linguaggio informale, anche se sempre molto rispettoso, umano e confidenziale.

In riferimento a quest’ultima considerazione va fatta, però, una precisazione: si riscontra, infatti, una differenza fra le organizzazioni di natura laica e quelle religiose (tutte cristiano cattoliche). Le seconde sono più convenzionali nel modo di trasmettere il messaggio e più che a coinvolgere il destinatario della lettera nella problematica affrontata, richiamano a comuni valori religiosi come elemento di sensibilità su cui premere. Le prime, invece, non avendo un terreno comune da cui partire, si concentrano maggiormente sulle problematiche e sui progetti seguiti, fornendo una maggiore dovizia di spiegazioni e di dettagli.

 

Si è conclusa la ricerca con una valutazione sulle modalità di donazione anche alla luce delle nuove normative sulle donazioni.

Negli anni si è verificata una moltiplicazione dei modi in cui il donatore può donare. Ciò trova uno spazio crescente nelle lettere di donazione, molto spesso nel post scriptum finale, in altri casi, nei paragrafi conclusivi.

Si parte dal classico bollettino di conto corrente, al bonifico bancario, all’SMS solidale, alla donazione con carta di credito e con carta di credito prepagata fino alla compilazione del Rid Bancario. Qualcuno inviata alla donazione anche tramite il proprio sito internet.

 

Diritti Riservati. E’ vietata la copia, la diffusione, la riproduzione o l’utilizzo parziale, senza autorizzazione scritta degli autori.doc22

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mag 10 2009

Eventi: IIa edizione del Festival del Fundraising.

Si è conclusa la seconda edizione del Festival del Fundraising. Occasione unica in Italia per incontrare colleghi, fare formazione e gettare le basi per futuri accordi lavorativi. In altre parole, non bisogna mancare.

Il Festival è stato interessante, specialmente dal punto di vista scientifico. Forse una location geograficamente più centrale sarebbe meglio, ma va bene anche così. Alla fine per ascoltare un bravo relatore si possono anche fare 1500 km.

L’organizzazione è stata encomiabile. Grazie ancora a tutti i volontari e a tutte le persone che hanno permesso di far volare il tempo. Il Grand Hotel è stato come sempre accogliente e il cibo curato.  

 

Ho conosciuto anche Franca, una papera inglese di plastica gialla. Mi ha guardato da lontano e allora mi sono avvicinato. Abbiamo parlato un po’, ma lei mi ha risposto a monosillabi. Allora l’ho invitata a partecipare come testimonial alla mia relazione (p.s. mi scuso con i partecipanti se sono andato oltre i 90 minuti) e lei ha accettato.

Franca è stato il mio “quid”. Il diversivo per evitare che la mia relazione fosse monotona.

In generale e a mio parere, ogni eventoimgp0384 (piccolo o grande) deve essere un po’ speciale per rimanere nella memoria. E ogni volta che lo riproponiamo deve essere ancora più speciale. Deve emozionare, deve trasmettere energia e deve far anche ridere.

Comunque io e Franca siamo stati sul terrazzo del Grand Hotel. Io e lei soli nella jacuzzi con acqua termale calda e le rondini sulla testa. Ma non pensate a male, abbiamo parlato di lavoro per ore, anche se lei continuava a rispondermi a monosillabi.

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mag 03 2009

Il nome giusto per una nuova associazione?..ovvero Anna Esposito della a’panettiera.

Tag , , , , , Raffaele Picilli @ 7:03

L’altro ieri, ho letto un manifesto funebre. “rea_bosco_di_latifoglieE’ deceduta Anna Esposito, detta a’panettiera”. Così mi è venuto in mente questo post…non sono impazzito. Continuate a leggere.

Tra le tante Anna Esposito, la defunta era quella detta: “la panettiera”. Forse aveva una panetteria o forse aveva abitato accanto ad una panetteria…comunque, grazie al secondo nome, era individuabile senza errori.

Spesso in una grande città come in un piccolo centro, un cognome è molto diffuso…ed è facile trovare molti casi di omonimia.

Per evitare confusione, generalmente al nome si accompagna un nomignolo o un secondo nome. Maria Rossi detta Mariella…Vincenzo Bianchi detto Gerry…ecc.

Fine della premessa.

 

Un gruppo di amici si unisce e fonda una nuova associazione. Al consulente, spesso si chiede un aiuto per trovare il nome giusto. Quante volte mi sono trovato (o sicuramente vi sarete trovati) di fronte a questa domanda.

Purtroppo, non è facile…Per vari motivi.

A mio parere, il nome dev’essere breve, collegato o collegabile alla mission, facilmente ricordabile, evitare termini complessi o non comprensibili dai più, non inflazionato, non banale e non coperto da diritti vari (già registrato, protetto da leggi apposite…ecc).

 

Esempio pratico: associazione di volontariato “la foglia d’oro”.

Che sarà mai? Gli amici della margarina?…no, è un’associazione di quartiere nata per la tutela e la valorizzazione di un parco urbano che si trova lungo una strada denominata “foglia d’oro”.

A questo punto, per chiarire da subito la mission dell’associazione, sarebbe meglio usare un sottotitolo (un secondo nome…un nomignolo…tipo a’panettiera..) che accompagni la denominazione dell’associazione…del tipo: Associazione di volontariato “la foglia d’oro” – insieme proteggiamo la natura. Il motto potrebbe essere: “c’è un bosco nascosto in via della foglia d’oro”.

Mai dare nulla per scontato..

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